Tra identità ritrovata e ambizione, il Matera di Michele Motta risveglia la passione

Michele Motta con la nr. 10 tra le mani
foto www.SassiLive.it

I tifosi biancazzurri non vedevano l’ora di tornare a provare la sensazione di indossare sulla propria pelle quella fascia diagonale mai sopita, quell’azzurro che inebria le menti e i cuori di tutti i materani che da oltre 92 anni provano a scrivere pagine di storia calcistica, non prive di traumi e urti pronti ad interromperne il percorso. Ma non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta, e chi meglio del Dottor Michele Motta poteva, in questo delicato momento storico, prendere in mano le redini del calcio materano?

Proviamo a dare un nostro punto di vista, nei limiti del possibile,  a questo quesito, e per farlo partiamo dal ricordo di colui che ha ereditato la “zavorra” (giornalisticamente parlando) del compianto Renato Carpentieri, ovvero Antonio Mutasci, un ragazzo cresciuto condividendo quel sogno biancazzurro tramite testate giornalistiche, telecronache che spaziano dalla serie C alla Promozione, rubriche sia a mezzo stampa che sui canali social, Antonio che è stato uno dei primi a credere nel progetto Invicta Matera, e colui il quale aveva annunciato tramite i canali social della società materana l’imminente conferenza stampa dal titolo emblematico “il sogno continua”, e che non ha avuto modo, purtroppo, di vivere da protagonista come avrebbe meritato. Tolta la premessa, doverosa, lo scorso 27 Aprile abbiamo ascoltato tutti le parole del Dottor Michele Motta, da sempre tifoso del Matera, e già presidente della prima squadra di calcio cittadina 37 anni fa dove con una squadra ultima in classifica riuscì ad ottenere una clamorosa salvezza sotto la sua “giovane” gestione (campionato di serie D 1988/1989), pronto a rilanciare il progetto da egli stesso definito “sano e virtuoso” portato avanti dall’Invicta Matera e nello specifico dai fratelli Taratufolo, Nico e Luigi, e dal presidente Francesco Nicoletti, merito di questi ultimi l’aver portato avanti in un limbo calcistico non auspicabile, una prima squadra che ha scalato tutti i campionati regionali, conquistato ben tre promozioni sul campo, e si è guadagnata, strada facendo per l’appunto la qualifica di prima squadra cittadina, con onori e oneri che ne conseguono.

A questa conferenza stampa si sono susseguiti i primi comunicati ufficiali, come l’incarico conferito dallo stesso Michele Motta, a Luigi Taratufolo, nominandolo Direttore Generale della nuova compagine che sta per nascere, e della quale lo stesso Motta ha dichiarato di volerne far parte con una quota maggioritaria.

L’Associazione Custodi Biancazzurri, proprietaria e depositaria dei tre loghi storici del calcio materano ha dapprima nominato, in sostituzione del vecchio e compianto presidente Antonio Mutasci, il nuovo presidente, individuandolo nella figura del Dottor Marco Pisciotta, il quale lo scorso 9 Maggio ha consegnato due loghi storici, quello raffigurante il bue, e quello utilizzato in ultimo dall’FC Matera sparito dai campi di calcio appena dodici mesi fa, al neo presidente Michele Motta, sposandone la filosofia di un progetto “sostenibile” e che dia il là ad una pronta risalita nei campionati interregionali.

Che sia un segno definitivo di rinascita, e che queste premesse seguano di pari passo i lavori in essere al XXI Settembre Franco Salerno, e si possa tornare a vivere il calcio vero, quello del popolo, nella casa del calcio materano al più presto. Senza false illusioni, ma con un’unica certezza: “Bos lassus firmius figit pedem”!

Ai posteri l’ardua sentenza, ora occorre remare tutti dalla stessa parte, dalla tifoseria alla stampa, e mostrare la maturità necessaria per contribuire alla costruzione delle fondamenta di un progetto solido e duraturo, e che sia, in ogni caso, a forti tinte biancazzurre.

Tifo Matera c’è, e riparte da qui!

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