L’urlo del Caimano: Siracusa – Matera

urlo_caimano_siracusa_matera_tifomateraImmaginiamoci turisti curiosi e sprovveduti, appena sbarcati a Barcelona, che scelgono come prima tappa della visita, La Sagrada Familia: il cantiere aperto, le forme impossibili, l’esagerazione delle dimensioni, l’identità ambigua come luogo di culto, potrebbero scatenare sensazioni eccessive, tra lo stupore interrogativo e la nausea da maestosità. Se, invece, scegliessimo di percorrere la città recandoci prima tra i comignoli allucinanti di Casa Milà, affacciandoci dai balconi deformi di casa Batllò e sedendoci, infine, sulla ceramica multicolore della lucertola drago di Parc Guell per godere della bellissima skyline della città catalana, avremmo un’immagine diversa e più suggestiva della cattedrale incompiuta, il sogno irrealizzato del “arquitecto de Dios“, Antoni Gaudì.

Don Tano da Floridia è l’architetto che ha il compito di costruire la nostra cattedrale calcistica che, a Siracusa, purtroppo, ha avuto un inaspettato blocco al cantiere in corso (sostituite le parole Milà, Battlò, Guell e Sagrada Familia, con Catania, Francavilla, Foggia e Siracusa, così l’excursus architettonico sembrerà più chiaro).

20161009_siracusa_matera_00002Nulla è andato per il verso giusto, con una sconfitta maturata con l’ultima della classe dopo essere passati anche in vantaggio grazie all’unico giocatore in grado superare la sufficienza, ossia, Capitan Iannini.

Crediamo che gli errori siano stati commessi nella fase di scelta del modulo, nella gestione degli uomini nel durante ed, in generale, per un approccio superficiale alla gara. La responsabilità della debacle va, in sostanza, al mister.

Errato sottovalutare il Siracusa, arroccato nella propria metà campo, con un modulo, il 3-4-3, che non garantisce più sicurezza alla retroguardia visto lo scarso filtro nella mediana. Il dialogo tra i reparti è stato sterile, limitato a continui scambi in orizzontale che non hanno mai trovato la verticalizzazione, anche per l’assenza totale di tagli degli esterni alti e bassi (male Carretta dopo l’infortunio, spento ed isolato Casoli, malissimo Strambelli e Di Lorenzo, completamente fuori partita).

La difesa, orfana di Mattera, ha sbandato paurosamente andando completamente in bambola dopo la sconsiderata inversione tra Casoli, spostato a destra, e Di Lorenzo scalato a sinistra. Proprio in questa zona del campo si è consumato il crollo verticale: dopo il vantaggio, il Siracusa ha letteralmente sfondato la nostra fascia sinistra capovolgendo la partita in 5 soli minuti (oltre alle due reti, abbiamo rischiato pesantemente in altre due occasioni).
Pessima la scelta di invertire gli esterni di centrocampo, inadeguata la prova di Strambelli falso nueve per una decina di minuti, tardiva la soluzione 4-2-3-1 con il barese in regia ed i brasiliani sugli esterni. Se l’auterismo sinora era stato sinonimo di scelta univoca ed identità assoluta di modulo, il 3-4-3 come marchio di fabbrica, domenica è stato stravolgimento totale, dipingendo un quadro tattico da bocciatura a Coverciano.

20161009_siracusa_matera_00020BOTTOM LINE: restando scontata l’assenza prolungata del centravanti per diverso tempo, viste anche le caratteristiche degli uomini a disposizione, riteniamo non un azzardo proporre una linea a 4 dietro, con tre uomini in mediana. Il 3-4-3, in questo momento, paga poco in termine di equilibrio tra i reparti, allarga troppo gli esterni alti, orfani di riferimenti in area, con la conseguenza di aumentare le distanze tra gli uomini in campo. L’attacco rischia di spuntarsi pericolosamente se non trova comode soluzioni nei fraseggi che possono arrivare solo stringendo il tridente d’attacco e collegando meglio il centrocampo nel palleggio a terra.
Il calendario delle prossime gare resta favorevole, non sprechiamo più occasioni.

Good luck Matera and see you soon…

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