L’urlo del Caimano: Bisceglie – Matera

urlo_del_caimano_bisceglie_matera_tifomateraAbbiamo sempre letto ed interpretato l’auterismo non come una banale visione tattica, non lo abbiamo mai declassato ad un riduttivo schema calcistico, ma lo abbiamo elevato, in questi anni, a Vangelo moderno come scossa nel cercare il meglio, metaforizzandolo come coraggio nel cercare l’inimmaginabile, come leva per raggiungere l’impronosticabile, riportandolo sempre sul piano della vita reale, quella imprigionata dal sistema che ci regala illusioni di felicità, quando invece la felicità è altra cosa. Una vittoria sul campo ci ha reso momentaneamente forti ed estasiati, ma avevamo sempre covato la paura di non essere veramente grandi.

Sono state le sconfitte, invece, a farci comprendere che forse grandi potevamo esserlo davvero. Ma non tutte le cadute si trasformano in trampolini verso il successo, solo quelle dove si sceglie di guardare al futuro, di guardare alla vita abbattendo le stesse regole che ci hanno inebriato dell’idea di essere nel claustrofobico sistema. L’auterismo ha sempre scelto la vita vera, il futuro gaudente, cercando di sovvertire la normalità piatta. Ci ha fatto conoscere la “caduta felice”, quella che ti permette di guardare negli occhi chiunque tu abbia davanti, senza timore, perchè hai la consapevolezza di aver dato il massimo, per di più attraverso la bellezza. Bisceglie, da questo punto di vista, è stato lo stesso bivio esistenziale in cui si è ritrovato il tossico Mark Renton nella visionaria pellicola “Trainspotting”: nel 1996 aveva scelto di non scegliere la vita e dipendere solo dall’eroina, spaventato dalla normalità di un maxitelevisore in salotto, di una prima casa comprata con un mutuo a tasso fisso, di pomeriggi buttato sul divano, dalla preoccupazione di seguire la moda, dalla possibilità “di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi”. A Bisceglie cosa ha scelto Don Tano? Cosa hanno scelto i suoi uomini? Secondo noi hanno scelto “la delusione, le speranze non realizzate, desiderando di aver agito diversamente, hanno scelto di non imparare mai dai propri errori, hanno scelto di osservare la storia che si ripete. Hanno scelto di riconciliarsi lentamente con quello che si poteva ottenere, invece di quello che hanno sempre sperato”.

20171107_Bisceglie_Matera_Tifomatera_00014Proprio così, cavolo, l’auterismo sembra defunto. Addio sogni, addio speranza. Il sistema ha vinto!

I novanta minuti a cui abbiamo sfortunatamente assistito, sono stata l’evidenza oggettiva che il mondo di Don Tano si sia liquefatto.
Troppo rinunciataria la squadra, talmente brutta da vedersi che abbiamo invocato le apparizioni di fantasmi dalla panchina, irreale nella sua capienza perchè nemmeno i fantasmi ne occupavano i seggiolini, esposti solo alle intemperie climatiche del pomeriggio, in una desolazione raccapricciante. La non vita si è materializzata nell’unico tiro in porta, nella scelta di trotterellare in campo solo a scopo dimagrante, nella scelta di regalare infinite volte palla agli avversari a soli venti metri dalla porta, nell’arrendevolezza collettiva mal interpretata solo dal portierone Golubovic.
Spesso (o quasi sempre) abbiamo addossato le responsabilità a chi va in campo, agli atleti: questa volta, indirizziamo le responsabilità all’area tecnica tutta. Inconcepibile avere una rosa falcidiata da infortuni quasi tutti muscolari, segno di stress fisico evidente e di una preparazione che prevede gli stessi carichi per la formica Giovinco e per Gulliver Dugandzic.

20171107_Bisceglie_Matera_Tifomatera_00015Inconcepibile avere i pochi disponibili praticamente sulle gambe, a novembre, quando i carichi estivi dovrebbero essere già smaltiti. La differenza in classifica di pochi punti dalle prime, è diventata una voragine, il potenziale -1 col Lecce da affrontare in casa, è diventato un -13 da temperatura artica, raggiunti da tre squadre e dietro alle meno forti Francavilla, Monopoli e Siracusa.
Si è scelto il non gioco ed è, ahinoi, la prima volta assoluta che capita con Don Tano.

Sabato arriva uno squadrone, il Trapani appena sceso dalla cadetteria. Partiremo svantaggiati nel pronostico, ma l’aspirazione ad un pareggio casalingo diventa oggi, non più una singolare boutade da Bar dello Sport, ma una concreta speranza per dar fiato alla classifica. Occorre guardarsi anche dietro ora, senza diventare rossi in viso per la vergogna.
Noi siamo con te Don Tano, scegliamo il futuro, scegliamo la vita!

Good luck Matera and see you soon…

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