L’urlo del Caimano: Matera – Casertana, Coppa Italia TIM

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Nothing else matters. Già, non importa nient’altro. Non importa ciò che è stato, non importa ciò che è successo, non importa delle parole dette o non dette, non importa di ciò che poteva essere e non è stato, non importa nemmeno ciò che saremo e diventeremo. Ciò che importa è solo ripartire, stretti ed uniti attorno all’unica cosa che conta: Il Matera, sopra tutto, sopra tutti.

L’emozione di riassistere ad una gara vera è paragonabile, forse, alla stessa emozione della “prima volta allo stadio”, una sorta di riscoperta dell’essenza primaria dello sport tristemente obnubilata da false recitazioni, le ultime della scorsa stagione. Energia positiva prodotta da un reset totale, una scossa per squadra e tifosi, un ritorno all’incipit assoluto nel campionato di Lega Pro: Don Tano da Floridia.

20170730_Matera_Casertana_Coppa_Italia_TIM_Tifomatera_00019Il primo turno della Coppa Italia Nazionale ha rappresentato, probabilmente, l’Azimut della stagione nuova, determinando in misura certa ed univoca, la collocazione del pianeta biancazzurro nella galassia calcistica della Terza Serie: saremo una squadra tosta, una squadra dinamica che avrà come carta d’identità il bel gioco e l’auterismo come marchio di fabbrica ovviamente espresso con un solo modulo: il 3-4-3.

Il mese che ci separa dall’avvio del campionato servirà sicuramente a colmare i vuoti nella rosa, facilmente individuabili nel duo titolare di centrocampo, nei portieri ed in un uomo di fascia, tant’è che la partita contro i Falchetti ha regalato esperimenti tattici proprio a causa dei limiti nel poter schierare giocatori di ruolo. Enigmatico, ma riuscito, da questo punto di vista, è stato lo schieramento di Strambelli come regista assoluto di centrocampo, bravissimo nel far girare la squadra attorno ai suoi lanci ed i suoi fraseggi, inesistente, però, nella fase di interdizione, limitato per mancanza di passo e gamba negli inserimenti davanti.

20170730_Matera_Casertana_Coppa_Italia_TIM_Tifomatera_00008Molto bene, davanti, il neo acquisto Giovinco, interprete mobile della fase offensiva sia come esterno sia come falso nueve, ruolo che ha ancor di più esaltato la gestione tecnica dei possessi e delle incursioni tra le linee difensive avversarie. Le fasce laterali hanno garantito corsa e spinta, anche se, nel caso di Di Lorenzo, gli ultimi venti metri rappresentano un forte limite nella gestione lucida di assist e cross dalla destra.

Apprezzata, e molto, è stata la cabina di regia arretrata affidata a Stendardo, forte fisicamente, ma difensore di spessore nei lanci e nelle aperture sulle fasce, valore aggiunto che lo certifica prima scelta assoluta come difensore centrale (e forse anche nei ranghi dello spogliatoio, vista la sorprendente fascia di capitano affidatagli alla prima gara assoluta).

Il prossimo ostacolo di questa avventura estiva sarà l’Avellino, squadra di categoria superiore che servirà ancor più a testare livello della rosa e qualità dei meccanismi tattici per gestire le partite anche con equilibrio (seppur brutto ed anacronistico per gli esteti convinti).

Good luck and see you soon…

“Never cared for what they do
never cared for what they know
but I know” / Non preoccuparti di quello che fanno
Non preoccuparti di quello che sanno
ma io so

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