L’urlo del Caimano: Latina – Matera

l_urlo_del_caimano_10_08_2016_proustSi ritrovano nel piazzale antistante lo stadio Francioni di Latina, intorno alle 19.30, i tifosi giunti da Matera e da altre parti d’Italia per seguire dal vivo i loro beniamini nel secondo turno di Coppa Italia (il nome TIM CUP lo lasciamo volentieri a chi si è arreso al calcio moderno e allo strapotere di tv e sponsor). Partita storica se si considera che il Matera non affronta in gara ufficiale una compagine della serie cadetta da 36 anni e la maggior parte dei 120 sostenitori biancazzurri non ha vissuto, per ragioni anagrafiche, le emozioni dell’unica partecipazione al torneo di B. A ricordare ai presenti quell’incredibile quanto sfortunata avventura, come nel romanzo proustiano “Alla ricerca del tempo perduto”, ci pensa la squadra che scende in campo con la divisa bianca con diagonale azzurra, autentica delizia dell’estate 2016 regalataci dalla società per cementare ancor di più il rapporto con la piazza.

Il condottiero, Mr Auteri, dispone il Matera con il classico 3-4-3. Rispetto alla gara contro la Caronnese, cambiano tre interpreti del modulo: Alastra per Bifulco, Papini per Armellino e Mattera per De Franco. Nel Latina, nonostante le numerose assenze, si possono annoverare calciatori di valore per la categoria quali Corvia, Paponi, Dellafiore ed il campione del mondo per club nel 2010 con l’Internazionale, McDonald Mariga.

20160807_latina_matera_1_coppa_italia_00027Primo tempo equilibrato, le squadre si studiano e regalano emozioni a sprazzo. Possesso palla sempre nelle mani del Matera grazie alla sapiente regia di Romeo Papini che conduce la manovra cercando la fantasia delle ali Carretta e Strambelli e il guizzo di Infantino. Sono, tuttavia, i locali a passare in vantaggio al 18’ grazie a una prodezza d’altri tempi di Paponi che trafigge in mezza rovesciata l’incolpevole Alastra (il fuorigioco recriminato da tifosi e difesa del Matera sarà inesistente come confermato dalle immagini tv). Il tempo si conclude seguendo il ritmo iniziale, Matera a proprio agio fino alle trequarti, Latina che sfrutta le ripartenze alla ricerca in particolare dell’esterno Bruscagnin e della boa Corvia, ben contenuto da Ingrosso.

I secondi 45 minuti saranno ricordati tra i migliori della doppia gestione Auteri. Impressionante la capacità del mister di fornire ai suoi allievi la grinta necessaria per pareggiare e perché no vincere. Di Lorenzo, autentico stakanovista, scorrazza sulla fascia superando in due circostanze i suoi avversari come il miglior Cafù, Carretta e Strambelli si accendono e con la velocità il primo, con la fantasia il secondo, minano la solidità della retroguardia pontina; Papini, Armellino e Casoli coordinano la manovra fluida e ordinata, per i tre della difesa ordinaria amministrazione.

07082016_latina_matera_coppa_italia_00013Di fronte il Matera, sostenuto a gran voce dai suoi 120 tifosi, scopre di aver un portiere in giornata di grazia: Pinsoglio, cresciuto nella Juventus alle spalle di Buffon e Manninger. Insuperabile sulle conclusioni di Armellino e Infantino, nega con una super parata la gioia del gol a Nicola Strambelli sul calcio franco di quest’ultimo dai 25 metri. Parata che agli appassionati del cartone animato giapponese Holly e Benji, ha ricordato, per la bellezza del gesto tecnico, le prodezze dell’estremo difensore della New Team.

Il tempo scorre inesorabilmente ed il Matera, ospite di una squadra di categoria superiore, fa tremare fino alla fine il pubblico di casa che vive il fischio finale del direttore di gara come una liberazione, come un sollievo. Per la compagine biancazzurra, la fine delle ostilità segna la fine delle speranze di recuperare lo svantaggio nonostante un secondo tempo autoritario, al limite della perfezione. Un solo dato a sostegno di questo giudizio: 0 corner per il Latina, 11 per il Matera.

Le statistiche, si sa, lasciano il tempo che trovano e lo stesso vale per le belle prestazioni e i complimenti. Del resto, la storia ricorda soltanto i vincitori, i vinti sono ricordati solo da chi ne faceva parte. E chi ha vissuto sui gradoni la gara, ma anche chi l’ha fatto da casa sui social o in macchina ascoltando la radio, non ha potuto far altro che tributare agli 11 in maglia bianca con diagonale azzurra, un forte e sincero applauso.

Bottom line: la strada è tracciata, l’impronta del mister è visibilissima e con qualche altro innesto di qualità nei settori dove numericamente la rosa è corta, la trasferta di Latina, dal prossimo anno, potrebbe diventare una magnifica routine.

Good luck Matera, see you soon.

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