L’urlo del Caimano: Matera – Juve Stabia (recupero)

urlo_del_caimano_matera_juve_stabia_recuperoPartita bizzarra, partita strana, partita giocata nel segno del numero 2: due i capitoli della saga Matera-Juve Stabia, due le reti segnate per parte, due i punti che mancano all’aggancio della vetta. Per capire la velocità e l’intensità con cui si è disputata la gara, basterebbe alzare al massimo il volume, abbassare la puntina sul vinile, traccia numero 2 (e non è un caso) dell’album Blur e godersi i 2 minuti e 2 secondi (non è un caso nemmeno questo) delle schitarrate del superpezzo rock Song 2 (sic!). Ecco a voi, la sintesi del match.

urlo_del_caimano_matera_juve_stabia_recupero_2Partita difficile da preparare, per la sua singolare durata (con tanto di intervallo): Don Tano cala il solito modulo 3-4-1-2 evitando di risettare tattica e giocatori, Monopoli o Stabia che sia. Tralasciando gli inutili otto minuti residui del primo tempo interrotto dalla nebbia, la gara è stata accesa nella ripresa dalla rete di Lisi: squadra bucata dal formidabile Kanoutè a sinistra, con Meola abbattuto da un contrasto fisico, Piccinni molle in chiusura ed Alastra che sceglie una corta respinta centrale. Tre errori, non tutti dello stesso peso, che portano la partita in una situazione paradossale già vissuta quest’anno (addirittura anche nel mini primo tempo disputato proprio contro i gialloblu): subiamo goal al primo tiro in porta.

La Juve Stabia, squadra letteralmente anfibia per il gioco che esprime (rinunciando al controllo della gara, a tratti sembra solo voler difendere, a tratti riparte improvvisamente all’attacco, anche se solo con gli uomini veloci di fascia e con l’unico attaccante utilizzato come mero punto cardinale ad indicare la porta dove segnare), ha limitato a centrocampo l’iniziativa dei biancazzurri: Armellino in spazi chiusissimi non ha mai trovato spazio per la botta da fuori; Iannini, tenuto costantemente a vista dai mediani stabiesi, ha trovato meno spunti per i suoi consueti lanci ed aperture; Strambelli è stato costantemente raddoppiato, perdendo man mano lucidità, tanto che pur di cercare varchi, ha provato a decentrarsi sulla destra che rimane per lui un cono d’ombra.

20161213_matera_juvestabia_00003Fondamentale è stata la mossa di Don Tano che, per arginare il devastante Kanoutè a sinistra, ha invertito Meola con Jack Casoli con il doppio risultato di dare più filtro ed intensità sulla fascia sinistra. Lo strapotere fisico di Jack, la sua totale dedizione alla causa, lo eleggono a uomo partita con un goal premio minimo per la quantità di lavoro che il ragazzo produce ogni settimana (è uno dei pochi giocatori schierati titolari anche in Coppa Italia).

Problemi ne abbiamo avuti, avanti e dietro: Ingrosso in seria difficoltà con Lisi, ha pagato la velocità dell’ala fino a subire una sostituzione punitiva dopo gli svariati richiami di Auteri; De Franco è sembrato poco preciso ed attento negli appoggi, Piccinni fuori ritmo partita, dimostrando uno scarso feeling, nella fase di posizionamento, con il modulo a tre. Davanti, invece, il problema è stato unico: la scarsa incisività sotto porta, con errori madornali che hanno pesantemente pilotato la partita verso il pareggio: occasioni a doppia cifra che portano una sola rete, con errori clamorosi di Negro, Strambelli, Carretta (e non citiamo altre situazioni meglio sfruttabili).

20161213_matera_juvestabia_00007Il gioco, comunque, è stato di elevato spessore: ritmo martellante, pallone che viaggia sempre a velocità super, affondi di uno stupendo Carretta che ha trascinato la squadra in diversi momenti di impasse, senso di superiorità agonistica e tattica assoluto.

Il ciclo di scontri con le grandi termina con due pareggi ed una roboante vittoria, unica squadra a non aver perso contro le dirette rivali. Il passo deve decisamente e necessariamente migliorare contro le squadre più deboli. A fine dicembre, con tre partite abbordabili in calendario, sapremo se dovremo ancora rincorrere la carota o fuggire via, senza più guardarci indietro.

“Woohoo! When I feel heavy metal Woohoo! And I’m pins and I’m needles Woohoo! Well I lie and I’m easy/ All of the time but I’m never sure why I need you / Pleased to meet you! / Woohoo! Quando mi sento Heavy Metal Woohoo! E sono spille e sono aghi Woohoo! Beh mi sdraio e sono tranquillo / Tutto il tempo ma non sono mai sicuro perché ho bisogno di te / Piacere di conoscerti!”

Good luck Matera and see you soon…

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