La voce del tifoso per Matera-Palmese: Pier Venezia

In occasione dello scontro tra Matera e Palmese che andrà in scena tra poche ore al “XXI settembre-Franco Salerno”, abbiamo contattato un grande tifoso dei nostri colori, Pier Venezia, per ripercorrere, scavando nei ricordi, la sua lunga esperienza al fianco del Bue.

Ciao, Pier! Partiamo dall’inizio: com’è nata la tua passione per il Matera? Il Matera è una tradizione di famiglia ed è la passione più bella che potessi ereditare da mio padre che sin da piccolo mi ha avvicinato ai colori biancazzurri. Non ricordo un pranzo domenicale o di famiglia organizzato senza guardare il calendario del Matera. Mia madre e mia moglie oramai sono rassegnate all’idea che la domenica si mangi alle 12. Nello specifico, il primo ricordo che ho del Matera è stato il campionato di Eccellenza 1998-99 con Montenegro attaccante e Ripoli presidente e un Matera-Pisticci la prima partita di cui ho un nitido ricordo. Un po’alla volta, frequentando l’ambiente, ho coltivato amicizie che custodisco gelosamente e che mi hanno permesso di girare città e paesi che senza il Matera probabilmente non avrei cercato nemmeno sulla cartina geografica. 

C’è una partita del Matera che occupa un posto speciale nei tuoi ricordi? Tutte le partite, e in particolare le numerose trasferte, mi hanno lasciato qualcosa ma se dovessi sceglierne una, opterei sicuramente per la vittoria di Salerno nella stagione 2014-15, giunta grazie al gol di Diop, in un freddo lunedì sera. Fu un’emozione incredibile, con l’“Arechi” pieno in ogni ordine di posto. Ricordo ancora le lacrime di alcuni di noi al gol all’ultimo secondo, così bello e inaspettato. Io per mia scelta ho sempre viaggiato in macchina e ho tanti altri bei ricordi che mi vengono in mente in merito a trasferte come quelle di Voghera, Chieti, Venezia, Catania, Boville e tante altre e, in fin dei conti, la categoria conta relativamente perché quando si sta bene con le persone con cui condividi un bella passione non vedi l’ora che arrivi la domenica.

La nostra storia è fatta però anche di tante delusioni: c’è una gara o un momento che ti ha lasciato profondamente amareggiato? Certamente! Penso subito alla sconfitta di Venezia, arrivata anche grazie ai grossolani errori dell’arbitro Fourneau, e alla mitica Matera-Como, che credo ricordiamo tutti. 

Tra i tantissimi atleti che hanno vestito la casacca biancazzurra ce n’è uno che ti è rimasto nel cuore più di tutti? Ci sono tanti giocatori ai quali sono particolarmente affezionato, ma in questa occasione mi piace ricordare soprattutto Mimmo Galeano. Non dimenticherò mai il suo gol del 2-2 su punizione nel derby con il Potenza. Numero 10 puro con un mancino da Serie A. Non mi sono mai spiegato come con quel piede non abbia calcato campi più importanti. Di calciatori simili a quell’epoca ce n’erano tanti, mentre oggi se ne vedono sempre meno al cospetto di un calcio sempre più fisico e meno tecnico. Anche Garrone era un attaccante che mi piaceva molto perché lottava come un leone e sudava sempre la maglia, mentre Rubino a centrocampo mi entusiasmava per il suo modo di affrontare le partite, tutto grinta e cuore.

Ritorniamo infine al presente: cosa ne pensi della stagione in corso? Questa è una stagione in cui sotto l’aspetto sportivo possiamo toglierci qualche bella soddisfazione. La squadra è in crescita per merito della società che ha dato massima fiducia a mister Panarelli, nonostante le critiche di molti, e che ora, dopo qualche difficoltà, sta finalmente iniziando ad ingranare. Non mi piace salire sul carro dei vincitori perché non abbiamo fatto ancora niente, però io in Panarelli ho sempre creduto e l’ho difeso, per quanto possa contare la mia opinione. Speriamo di continuare su questa strada con un’organizzazione dirigenziale e sportiva in costante crescita, ma ciò che mi auguro maggiormente è che si crei sempre più empatia tra squadra e tifoseria, che la gente riempia sempre i settori dello stadio e che la curva dia continuità al lavoro encomiabile fatto fino ad ora. Ma soprattutto auspico che i molti ragazzini che stanno vivendo le loro prime partite allo stadio coltivino come me questa passione, anche aiutati e stimolati dai ragazzi della curva che col sorriso, il rispetto e un buon modo di interagire stanno riportando ordine ed entusiasmo sugli spalti facendosi rispettare in ogni dove sotto tutti i punti di vista, dalla coesione e la compattezza alle recenti significative manifestazioni sociali per la città.

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